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15Mag

Chiarimenti sul Registro dei trattamenti in ambito sanitario

Il titolare deve individuare il trattamento da svolgere e comprendere i rischi che può correre l’interessato rispetto all'uso dei dati che verrà fatto.
E' quanto emerso con il provvedimento n. 55 del  marzo scorso, con cui il Garante della Privacy ha fornito chiarimenti in merito al Registro dei trattamenti in ambito sanitario ed il tema della responsabilizzazione.
Il titolare/il responsabile devono tenere un registro delle attività di trattamento effettuate sotto la loro responsabilità. Questo rappresenta un elemento molto importante per il governo dei trattamenti e per individuare quelli a rischio maggiore.
La mappatura, poi, permette di definire il perimetro del trattamento ed individuare gli adempimenti e le misure di sicurezza da attuare.
Il Garante ha dunque ritenuto valido l’obbligo di tenuta del Registro dei trattamenti in ambito sanitario, a carico di:
  • singoli professionisti che agiscano in libera professione;
  • medici di medicina generale/pediatri di libera scelta (MMG/PLS);
  • ospedali privati, case di cura, RSA ed aziende sanitarie appartenenti al SSN;
  • farmacie e parafarmacie e delle aziende ortopediche.
Inoltre, in conclusione, il registro deve necessariamente essere reso disponibile in caso di controllo dell'Autorità.

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