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26Lug

Sull’interpretazione della nozione di interferenza

La nozione di interferenza tra impresa appaltante e appaltatrice deve comprendere anche tutte le attività preventive antecedenti ai contatti tra il personale delle imprese.
 
Dunque, non deve ridursi alle sole circostanze che riguardino contatti rischiosi tra il personale delle due imprese.
 
La Corte di Cassazione ha evidenziato che, il personale della ditta appaltatrice che opera autonomamente nell'ambito del luogo di lavoro dell'appaltante, deve essere posto in condizioni di conoscere preventivamente i rischi specifici presenti in quel luogo di lavoro.
 
Inoltre, l'appaltatore e il subappaltatore sono tenuti a richiedere al committente il Documento di Valutazione dei Rischi Interferenziali - Duvri.
 

L'infortunio

 
L’autista di un'impresa si era recato con un collega nello stabilimento del committente presso il quale doveva svuotare il silos contenente trucioli di legno.
 
I due avevano posizionato il cassone del camion sotto l'imbocco del silos, che conteneva il materiale di scarto della lavorazione del legno. Il quale, attraverso due botole quadrate poste all'estremità inferiore, veniva raccolto e poi trasportato fino allo stabilimento della ditta appaltatrice. Qui doveva essere riciclato nella produzione di pallets.
 
L’infortunato era all'interno del cassone quando veniva travolto dalla repentina caduta del materiale, da cui rimaneva schiacciato. Successivamente, è sopraggiunto il decesso per asfissia meccanica violenta da soffocazione indiretta.
 

La sentenza

 
La Corte ha precisato che, ai fini dell'individuazione di responsabilità colpose, l'interferenza tra impresa appaltante e impresa appaltatrice, non deve ridursi alle sole circostanze che riguardano contatti rischiosi tra il personale delle imprese. Ma deve comprendere anche le attività preventive poste in essere nella fase antecedente ai contatti rischiosi.
 
Dunque, il personale della ditta appaltatrice, che opera autonomamente nell'ambito del luogo di lavoro dell'appaltante, deve esser posto in condizioni di conoscere preventivamente i rischi cui può andare incontro in quel luogo di lavoro.
 
In conclusione, quindi, la Corte, secondo la Sez. IV, aveva ritenuto che il committente non avesse ottemperato all'obbligo di redigere il Duvri (art. 7 del D. Lgs. n. 626/94) in relazione al rischio connesso all'esecuzione dell'attività appaltata e in corso sul luogo di lavoro. Avendo ritenuto sussistente un rischio da interferenza tra l'attività di scarico del silos e l'attività produttiva della ditta committente.
 
Inoltre, i giudici di merito avevano evidenziato che fra la ditta committente e l'appaltatore non vi era stato nessun reale coordinamento in relazione alle modalità più sicure da seguire per lo scarico del silos. Essendo state le modalità di scarico rimesse alla diligenza degli operai della ditta appaltatrice, senza alcuna valutazione dei rischi e direttiva da osservare sulle cautele da tenere in caso di difficoltà nell'esecuzione dello scarico.
 

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