Foto
11Set

L’ambiente nella responsabilità 231

L’estrazione di materiali in parti del territorio non oggetto di autorizzazioni amministrative, con conseguente compromissione dell’ambiente per aver provocato frane, integra il delitto (art. 452 bis c.p.), presupposto della responsabilità 231, e la fattispecie (426 c.p.) "Inondazione, frana o valanga”, non compresa nel catalogo di cui al Decreto.
 
Infatti, la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un’azienda, funzionale all'esercizio dell’attività di cava a carico dell’ente proprietario.
 
I giudici hanno evidenziato gli elementi essenziali della fattispecie di inquinamento ambientale. Evidenziando che è richiesta una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili, di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo ovvero.
 
Nello specifico, intendiamo per:
  • compromissione: squilibrio funzionale che attiene alla relazione del bene aggredito (suolo/sottosuolo) con l’uomo e ai bisogni o interessi che il bene medesimo deve soddisfare.
  • deterioramento: riduzione della cosa (suolo/sottosuolo) che ne costituisce oggetto in uno stato tale da diminuirne in modo apprezzabile il valore. Oppure da impedirne anche parzialmente l’uso, quindi da rendere necessaria, per il ripristino, una attività non agevole.
 
In conclusione, inoltre, La Corte ha confermato l’abusività dell’attività estrattiva, poiché aveva interessato territori non compresi nell’autorizzazione.