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31Mag

Lavori in quota e cadute dall’alto: la normativa

Un intervento al convegno “Sicurezza delle coperture e di impianti e postazioni di lavoro sopraelevate: a che punto siamo?” fornisce importanti informazioni sulla normativa in materia di lavori in quota. Il convegno, si è svolto nell’ambito delle Settimane della Sicurezza 2018, organizzate dall'Associazione Tavolo 81 Imola.
Conoscere la normativa vigente, le funzioni e le responsabilità di chi deve contribuire a tutelare i lavoratori, è fondamentale nella prevenzione delle cadute dall'alto nei lavori in quota. In particolare, in riferimento al Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro - D.Lgs. 81/2008.
La definizione di lavori in quota è la seguente: attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile. Così come specificato all'art. 107 del D.Lgs. 81/2008.
Il criterio di calcolo non è la quota di esecuzione del lavoro ma la quota di esposizione al rischio di caduta per il lavoratore. Ad esempio: nel caso di un ponteggio sul piano di un’ampia terrazza, la quota va calcolata rispetto al piano stabile. Anche se si opera sulla struttura di un impianto industriale, anche ad alta quota.
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota
L'avvocato Francesco Piccaglia De Eccher, nell'intervento “L’accesso e la protezione delle coperture: quadro normativo e giurisprudenziale”, si sofferma su alcuni dati forniti dall'Inail in materia infortunistica e sul campo di applicazione del  D.Lgs. 81/2008.
In particolare, nell'ambito della disciplina nazionale, si sofferma sui seguenti articoli del Capo II Titolo IV del D. Lgs. 81/2008:
  • articolo 111: in riferimento all'obbligo per il datore di lavoro di scegliere le attrezzature di lavoro più idonee a garantire condizioni di lavoro sicure. Dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali;
  • articolo 115: in riferimento ai sistemi di protezione;
  • Infine, gli articoli 105 e 106: da cui si evince che le norme si applicano, anche a realtà diverse da quelle di cantiere. Dunque a lavori in quota che siano svolti in un settore diverso da quello delle costruzioni.
 

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