Decreto Legislativo 231

Il D. Lgs. 231/01 ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativo/penale delle persone giuridiche per reati posti in essere da Amministratori, Dirigenti e/o Dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’Organizzazione stessa.
Le persone giuridiche prese in considerazione dalla normativa sono le società di capitali, le società di persone, le associazioni anche se prive di personalità giuridica, le società cooperative, gli Enti della Pubblica Amministrazione che svolgono attività economica privata. Sono escluse dalla responsabilità amministrativo/penale degli enti le imprese individuali, gli Enti pubblici che svolgono esclusivamente una funzione pubblica, le amministrazione pubbliche, quali Comuni, Provincie, Regioni, i Sindacati ed i Partiti politici.

L’Organizzazione può ricevere l’esonero dalla responsabilità amministrativa, qualora dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli Organizzativi, a prova di frode e idonei a prevenire un reato specifico.

D.Lgs 231

Nel 2007 si è avuta l’estensione delle sanzioni del D. Lgs. 231/01 ai reati di omicidio colposo e di lesioni personali gravi e gravissime derivanti dalla violazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori. È sufficiente un infortunio per cui venga riscontrata una prognosi superiore ai 40 giorni per innescare un’azione penale nei confronti dell’Ente.

Le sanzioni che possono colpire una Società, un Ente o in generale un’Azienda sono di tipo pecuniario ed interdittivo, inoltre possono essere applicate misure cautelari (sequestro di beni mobili, immobili o di denaro) e la confisca. Le sanzioni pecuniarie previste dalla normativa vanno arrivano ad un massimo di € 1.549.000,00.

Le sanzioni pecuniarie vengono espresse in quote, il valore della singola quota va da un minimo di € 250,00 a un massimo di € 1.549,00. Il numero delle quote applicate variano in funzione del grado di colpevolezza dell’Ente. L’entità della singola quota è determinata in relazione alla realtà economico-produttiva dell’Ente sanzionato.

Misure nell’applicazione delle sanzioni interdittive

  • interdizione dall’esercizio dell’attività.
  • sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito.
  • divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio.
  • esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi.
  • il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Reati in violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori

  • Sanzioni pecuniarie
  • Omicidio colposo verificatosi in società/enti:Lesioni colpose: fino a 250 quote (per una sanzione massima pari a € 387.250,00).
    • con violazioni dell’art. 55 TU sicurezza: 1000 quote (fino a € 1.549.000,00).
    • senza l’aggravante delle violazioni dell’art. 55 TU sicurezza: da 250 quote a 500 quote (fino a € 774.500,00).
  • Sanzioni interdittive
  • Omicidio colposo: durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.
  • Lesioni colpose: durata non superiore a sei mesi.

L’ente, tuttavia, può evitare l’inflizione delle sanzioni (pecuniarie ed interdittive) previste dalla norma, dimostrando di avere adottato un idoneo modello di organizzazione, gestione e controllo e di aver verificato l’efficacia del predetto modello organizzativo attraverso un organismo interno, nominato dall’Organo Direttivo, e dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, c.d. “Organismo di Vigilanza”.
Completano il quadro delle condizioni necessarie per l’esonero di responsabilità la previsione di sanzioni per la mancata applicazione.

Il Modello Organizzativo non è altro che un sistema di gestione e controllo delle attività degli Enti finalizzato ad evitare che vengano commessi i reati presupposti previsti dalla normativa.

Elementi fondanti del modello organizzativo 231

  • l’Organo di Vigilanza
  • il sistema sanzionatorio
  • il codice etico
  • un sistema di gestione della sicurezza nei luoghi e negli ambienti di lavoro che prevenga l’accadimento di infortuni sul lavoro. (OHSAS 18001 – UNI INAIL 2001)

Fasi di realizzazione del modello organizzativo 231

  • Identificazione delle attività “a rischio”
  • Identificazione delle posizioni coinvolte
  • Identificazione dei rischi
  • Valutazione dei controlli esistenti
  • Identificazione dei valori, diritti, doveri, responsabilità
  • Identificazione sistema sanzionatorio
  • Definizione delle procedure
  • Definizione delle responsabilità
  • Modalità di comunicazione in azienda
  • Identificazione dei partecipanti
  • Identificazione del grado di controllo
  • Procedure correlate
  • Valutazione periodica del modello
  • Revisione del modello
  • Identificazione dei beneficiari della formazione
  • Effettuazione corsi di formazione al personale coinvolto.

SCAN srl si occupa di attestare l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione previsti a carico dell’Organismo di Vigilanza.

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